sabato 4 aprile 2009



A volte si pensa che il dolore sia una sorta di punizione , in realtà qualcuno di noi sa che non è così.
Mi riferisco in particolar modo a quegli avvenimenti che non hanno un perchè...
Accadono e basta lasciandoci senza fiato di fronte all'immenso potere che vi è al di fuori di noi.
La vita è straordinaria ma indipendentemente dalle false illusioni, siamo soltanto un corpo che si sgretola, in un tempo dove “tutti” sembrano voler tentare d'essere immortali.
Penso spesso che non riusciamo a viverci totalmente le persone che ci camminano di fianco, quando poi improvvisamente non ci sono più, riusciamo perfino a sentirne l'odore.
Siamo anime strane...se pur non ancorati al passato, ci sguazziamo dentro continuamente. Mentre io scrivo, mi accorgo che il primo rigo è già un ricordo di dieci minuti fa.
Non credo che la vita sia breve, penso piuttosto che in molti di noi vi sia l'incapacità di cogliere quelle sfumature che solo un occhio attento può catturare. Come una sequenza di scatti che intrappola immagini, emozioni, ricordi, colori..
abbiamo un pessimo rapporto talvolta con l'eccessivo sentire e preferiamo mantenerci su quella sottile linea di confine che ci permette di mantenere quel tanto di controllo, necessario a sopravvivere senza eccessivi sbalzi emotivi.
Io non so dirvi in che modo si campi meglio, se lanciandosi contro tutti e tutto, accogliendo qualsiasi cosa, sfruttando al massimo le proprie gambe, le proprie energie per poter sentire soltanto il vento, o se sia meglio preferire la costante...
So solo che ognuno di noi è pieno di cose da raccontare, da condividere ma che talvolta si è così tanto chiusi nel proprio mondo, un po' per presunzione, un po' per timore da preferire il rumore...
è da un bel po' che ho compreso che è meglio rimanere sola con i miei pensieri piuttosto che sforzarmi di ascoltare parole prive di consistenza.
E così nel parlare al mondo, in realtà so di parlare soltanto a me e con me stessa, e questo mi fa già sentire piena e viva.



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