lunedì 27 luglio 2009

La mia mente, una stanza che non ha né porte, né finestre.

È buio e a volte fa freddo ...

Spesso ho come la sensazione di non riuscire a fermare i pensieri, e l'ansia mi divora.

Cerco di appellarmi alla logica con pessimi risultati, di focalizzare il problema per poi trovare velocemente la soluzione, ma i pensieri aumentano, sono parole che scorrono silenziose ma frenetiche.

Non so dove mi trovo, e non so dove voglio andare.

La paura mi attanaglia e la lucidità non mi aiuta a sciogliere la matassa che è dentro di me.

A volte sento di voler camminare per giorni e giorni senza una meta.

Salirei su un treno per gettare i miei pensieri lontano, liberandoli dalla gabbia in cui li ho costretti a vivere per timore che uscissero senza alcun preavviso, totalmente ingestibili.

Apro gli occhi , mi allontano per un attimo dalla stanza, sento la tiepida aria estiva sulla pelle, sono fuori e mi soffermo a guardare le stelle. Quante ne saranno?

In città molto poche... si fa presto a contarle, e la sensazione di immenso fa fatica ad arrivare.

Solo lontani dalla luce dei lampioni, si riesce a sprofondare in un'angoscia mista a profonda gioia e a totale smarrimento quando basta guardare di fronte a sé per sentire che non siamo altro che puntini minuscoli in un universo che si muove anche senza di noi.

Non siamo indispensabili, nessuno lo è neanche per sé stesso

Siamo mine vaganti e talvolta esplodendo riusciamo perfino a creare cose meravigliose. Ma siamo pur sempre degli uomini e di fronte a questo immenso non siamo niente.

Ho saputo che un giorno il sole risucchierà la terra. ....

ho accolto la notizia piena di meraviglia. Come quando ai bambini si rivela il trucco che si nasconde dietro ad una magia che li ha tanto affascinati.

Gli occhi pieni di meraviglia. Questo è quello che di più caro mi appartiene, la capacità di esplodere in una sola lacrima.

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