Ieri abbiamo preparato gli struffoli.
Non si può spiegare quanto siano venuti meravigliosamente buoni.
Ma se vi dico che li ho finiti tutti, probabilmente capirete.
Sono le 3:28 e non riesco a chiudere occhio. Domani mi aspetta il ritorno al lavoro come per molti e per di più la cena in veste formale con i colleghi..
Sono nella mia stanza e mi soffermo a guardare il lampadario . si muove per davvero o sono io che sto impazzendo del tutto?
Non so proprio che fare, so solo che se non mi addormento domani avrò la mia solita cera da zombie.
Ricontrollo il lampadario e comincio a fantasticare sulle possibili imminenti tragedie…
Cosa potra’ mai essere ? il terremoto?
Gli spiriti? O solo i troppi struffoli che danzano freneticamente nella mia pancia?
Vado in cucina e accendo una sigaretta. Ci vado in punta di piedi come se entrassi furtivamente in casa di qualcun altro.
Che atteggiamento del cavolo. Ho paura della mia stessa ombra.
Qualche tempo fa scrissi di avere finalmente la mia prima macchina
Tra un po’ riscriverò la stessa cosa, tenendo conto del fatto che quando lo scriverò sarà perché l’ho cominciata finalmente a guidare.
Riflettevo sul tempo delle cose. Sono sempre stata più lenta rispetto agli altri, eppure gigante rispetto ai miei coetanei.
Alle elementari sembravo una diciottenne ripetente con il grembiule ed ero obbligata a sedere all’ultimo banco con il maschietto di turno soltanto perché più alta.
In classe andava di moda tifare per la squadra del milan e io che non ne capivo niente e che amavo solo scrivere e leggere, cominciai a diventare una tifosa, cacciando dalle tasche gadget di ogni genere. A scuola ero una schiappa. Mi applicavo unicamente nelle discipline umanistiche, ma non bastava. Mio nonno era il bidello più acclamato della scuola elementare che frequentavo, e per giustificare le mie insufficienze raccontava alle maestre la mia infanzia disagiata.
Immaginate i miei anni di scuola successivi… a dir poco marchiata.
La materia più odiata : matematica
Quella più amata : italiano e poi a seguire la filosofia.
Ero la classica ragazzina che aveva un grande potenziale ma che poteva fare di più.
Quando mi sono iscritta a liceo ho scelto inizialmente il classico, non chiedetemi perché, ma dopo un anno disastroso tra il latino e il greco di cui non capivo di quest’ultimo neanche le lettere alfabetiche, mi sono iscritta al liceo socio psico pedagogico ovvero all’istituto magistrale.
Sono stati anni difficili anche quelli , ma poi sono finiti. Nessuna promessa d’amicizia mantenuta nel tempo, e nessun rimpianto dei banchi di scuola.
Preferisco lavorare ? assolutamente sì.
Rimpiango se mai di non essere riuscita ad entrare alla facoltà di psicologia, ma sogno ancora di poterlo fare. E nel frattempo?
Lavoro 9 ore al giorno. Torno a casa mi guardo intorno e c’è sempre qualcosa da fare grazie agli animaletti che mi circondano. Scilla, nina , tina e sara. L’ultima arrivata poi è Pulce, inizialmente un vero e proprio agglomerato di pulci da cui deriva il suo nome .
Chi sono ? qualcuno o forse nessuno o magari qualcuno di passaggio si domanderà .
Se non ve lo dicessi, dormireste ugualmente ma alle 4:07 cosa posso fare se non descrivervi i miei animali domestici?
Scilla è un incrocio tra un labrador e un pit bull. Ha il fisico di entrambi, la dolcezza del primo e la prepotenza del secondo. È un cane inconsapevole della sua mole… affettuosamente fa le feste credendosi leggera come un chihuahua ma è come se un ‘orca vi investisse. Trovata in autostrada soffre di continue gravidanze isteriche e ama le mele.
Nina invece è un volpino. Furbo ma neanche troppo. A differenza della prima, si crede un pitbull e va in cerca di risse. Anche lei cane inconsapevole.
Il suo dono: le corde vocali. La nostra dannazione : le sue corde vocali.
Poi c’è Sara la gatta più anziana in termini anagrafici.
Da giovane era dolce e bellissima. Ora è solo bellissima. Facilmente irritabile, odia tutti gli altri abitanti della casa e ama dormire.
Infine c’è Tina. Gattina magrissima che mangia di tutto e che quando si fa ora mi chiama disperatamente per andare insieme a fare la nanna. Trovata anche lei su di un albero da cui non sapeva scendere, con gli occhietti impasticciati e senza più voce per aver tanto chiesto disperatamente aiuto.
C’era punessa fino a qualche settimana fa una gattona meravigliosa che ora sembra non esserci più perché ha scelto di andar via.
E l’ultima arrivata è Pulce, una cagnetta tutt’altro che bella ma dolcissima, con il desiderio di restare ma anche di non rinunciare alla sua libertà per cui ogni pomeriggio si dedica alle sue passeggiate solitarie.
Questa è la mia famiglia. Questi sono gli animali che amo e tutti gli altri sono per strada… non hanno nome, non posso dar loro casa ma sogno di poterlo fare un giorno..
Sono le 4:27 tra meno di 3 ore suonerà la sveglia.
E io non ho ancora sonno. .
È arrivato il momento di provarci almeno.
A presto
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