Forse questa notte scrivo per la necessità di leggermi…
Una calma apparente mi avvolge. Sono forse le mie difese a spingermi lontano da quell’immenso vuoto che riesco ad intravedere ma da cui mi tengo lontana. Le mie azioni sono accompagnate da un frenetico controllo, e l’ansia è l’ago della mia bilancia. Aspetto giornate piene di sole, ma ho freddo e a volte non sento neanche quello.
Impegnarsi continuamente e profondamente affinchè i contorni non contengano sbavature
Impegnarsi affinchè tutto non senta la mancanza di niente
Fingere di non essere stanchi, fingere che vada tutto bene, perché forse in realtà va veramente tutto bene, o forse perché non c’è tempo per soffermarsi a pensare che cosa c’è da cambiare, cosa c’è da rivalutare.
Lasciar scorrere la vita elemosinando qualche ora di serenità, ma attenderne presto la sua fine.
Sentirsi divorati da un profondo senso di colpa per occhi che piangono perché non sanno dove volgere lo sguardo, e sentirsi distrutti dalla tenerezza disarmante che questi provocano, sconquassando l’anima, quasi a spingerti a lasciar andare via ogni tipo di opposizione e accontentarla sempre e comunque come si fa con un bambino che piange e a cui si dice no, ma che continuando a piangere sembra quasi più facile cedergli, abbandonando ogni tipo di resistenza.
Mi sentivo fragile, ma ora sulla fragilità di altri costruisco la mia forza.
Ma ho paura, perché non è una vittoria, ma una necessità…
Tremo mentre le mie dita tamburellano su questi tasti …
Non so dove andare né so che cosa posso fare stando ferma.
Io che non faccio che andare continuamente alla ricerca di soluzioni, ora sento di non averne neanche una. .
Guardo dai vetri appannati la vita , sembra immobile in questo paesino dove di notte si ferma ogni cosa, eppure so che scorre veloce, e io mi sento tanto lontana da qui, quanto da me stessa..
Ma forse più che guardare, sono seduta ad aspettare, come ferma ad una stazione senza prendere mai un treno, mai neanche il mio, perché forse l’ho già preso, ho forse l’ho già perduto.
Li vedo scorrere via, veloci.
Sento il dolore di chi ha lasciato qualcosa, e la felicità di chi invece ritorna da se stesso.
Sapevo cosa voler essere da grande. Oggi mi ritrovo grande senza sapere che cosa voler essere, se non me stessa. Non ho realizzato nulla di ciò che sognavo e so che ciò non accadrà neanche in seguito.
Vivo per la felicità che vedo scoppiare negli occhi delle persone che amo.
E oggi la mancanza di questa mi fa sentire tremendamente vuota.
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