mercoledì 15 dicembre 2010

Vedere la luce del sole anche quando il sole non c'è.
Riuscire a cavarla da ciò che sei, e vederla riflessa in uno specchio.
Sentirsi forti anche di fronte alla paura semplicemente perchè non riesci più a provarla, e sai che nulla può demolire la felicità che porti con te , perchè prescinde da tutto, perchè non è dipesa da...
Riesci a cogliere  le più impercettibili sfumature della vita, e sorridi anche  a giornate traboccanti di pioggia...
Ma se fosse, invece, semplicemente congelamento?
Sei inviolabile, perchè in realtà non senti più nulla.
Ti proteggi al punto tale da negare l'accesso a qualunque cosa, anche a ciò a cui precedentemente avevi dato potere.
Esisti tu,e la tua libertà 
la proteggi, ma nel proteggerla temi di rimanere sola...
ma come si può rimanere soli ,quando si ha sempre e comunque se stessi?


Eppure questi sono giorni di profonda solitudine...
cammino nella pioggia e qualche volta piango senza conoscerne il perchè.
Questa mattina mentre divoravo i passi, mi sono ritrovata di fronte due cavalli. Insolito incontro.  Meraviglioso...
Ed ecco che il cuore ti sorride
E pensi che in fin dei conti ne è valsa la pena.
La solitudine ci porta ad entrare in contatto con noi stessi e a sentire anche ciò che non vogliamo, anche ciò che cerchiamo di nasconderci per giorni, mesi, o addirittura anni..
Eppure non è la consapevolezza di essere sola a spaventarmi, quanto la chiara evidente percezione di tutta la tristezza che mi invade. 
Non sono felice. Non lo sono mai stata stata, e con grande probabilità non lo sarò mai.
Che mantenga la mia mente attiva, o che scelga di spegnerla, non fa differenza.
Il vuoto continuerà ad esserci anche quando le persone che mi sono accanto faranno il possibile per vedermi sorridere.
Guardo a me stessa come ad un grande fallimento.
E per quanto cerchi di determinare  un cambiamento , non riesco a fornire a me stessa altre possibilità.
La mia vita è dilaniata da un continuo desiderio di voler fare, che si trasforma irrimediabilmente nell frustrazione di non aver fatto.
E' probabile che in passato sognassi cose meravigliose.
Spazi aperti, perchè la mia stessa  mente non aveva confini.
Avrei potuto pensare ed essere ciò che volevo, ma non sono diventata nulla ugualmente.
Le mie parole sono cariche di pioggia, così come la mia anima.
Il sole non sbuca da giorni.
Ho impiegato tutta la mia ernergia affinchè qualcuno sorridesse, e quando ci sono appena riuscita, mi sono ammalata.
Adesso sono stanca.
Devo riposare.
Ma i miei sogni ad occhi chiusi sono lo specchio di ciò che mi accade intorno, e sono incubi...

Le mie dita che tamburellano su questa tastiera fanno da portavoce ad una bambina che  in questo momento vorrebbe semplicemente essere abbracciata. Tuttavia,  è arrivato il momento di dirle di no, perchè la consapevolezza di poter ricorrere agli abbracci le impedirebbe di crescere, di viversi fino in fondo la sofferenza che le brucia dentro fino ad imparare a camminare da sola.

E allora resto qui a scrivere, vivendomi questo dolore che non ha significato.

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