Un giro per il centro storico della mia città.
Rivedere ogni cosa , dopo tanto tempo, con gli occhi di un turista, ma con la sicurezza di chi conosce ogni vicolo.
Sono cresciuta proprio lì, tra quegli odori forti e antichi.
Strade sempre traboccanti di gente, e la pioggia ieri più che svuotare sembrava accomunare i cristiani venuti per la festa patronale.
Palloncini, mandorle caramellate, zucchero filato, aria di festa, ma per me nulla di nuovo.
Il ricordo di me bambina che accompagnava la nonna al mercato, i complimenti e i doni dei negozianti , ritornavo a casa con tasche stracolme di dolciumi e mi sentivo parte di qualcosa.
Quando la porta di casa si chiudeva, trascorrevo ore in un' angosciante solitudine, ma quando ogni mattina percorrevo l'intero centro della città per raggiungere la scuola, mi immergevo nuovamente tra i colori e i volti della gente.
Un calore che non può essere spiegato, ma che sento ogni qual volta ci ritorno.
Le persone cambiano, qualcuno ormai non c'è più, ma le strade sono pregne di ricordi.
Mi sono fermata per un po' dove una volta c'era il vecchio portone dove abitavo, ormai del tutto ristrutturato. Ho atteso qualcuno che lo aprisse, ma poi non ho avuto il coraggio di intrufolarmi in quel buio.
Sono cresciuta senza la luce del sole che filtra piacevolmente dalla finestra.
L'ingresso della vecchia casa dei nonni mi ospitava quando arrivava l'ora di dormire, e di fronte a me un'enorme finestra sbarrata.
Trascorrevo interi pomeriggi seduta fuori al balcone che affacciava sulla strada principale del centro , spiando e assaporando la vita che c'era fuori.
Dopo gli anni trascorsi lì, gli altri sono stati un susseguirsi di traslochi continui , per cui i miei ricordi risultano spezzati. Con l'ultimo saluto di mia nonna, sono andati via anche quei momenti.
Ieri però è stato bello sentirmi nuovamente parte di qualcosa che conosco da sempre.
E se fosse settembre,
RispondiEliminale foglie ingiallite,
i colori che non sono più colori
E se fosse per questo che non sento più amici i miei amici
Mi chiedo: come possono scorgere il bisogno che diventa ora dopo ora
desideroso di quell'abbraccio che fa sorridere l'anima
se è colpa dell'autunno?
Il slenzio avanza, la solitudine pesa per chi non si ama, provo a volermene e
osservo il mio giardino.
E' incolto non per colpa di settembre,
non è colpa degli amici
nè dell'amore che non bussa alla porta
Proverò a sorridere, chissà che la gioia non arrivi direttamente dalla mia stessa fonte.
e.b.