Ho smesso da tempo di guardarmi dentro.
Probabilmente per timore di non trovarvi nulla.
Le mie dita scarnite parlano più dei miei pensieri soffocati.
I miei occhi stanchi pesano più di un attacco.
Sul mio volto un sorriso disegnato.
E quando avrei voluto ridere di pancia, ho dimenticato come si facesse.
Ho creduto profondamente in qualcosa e ora che ne percepisco la fragilità, comincio ad avere paura
Ogni dolore è un’occasione per cambiare direzione.
Vivo nel buio perché ho il timore
che la luce mi abbagli.
Sentire , sembra quasi più difficile che vivere...
Le mie parole sono legate,
contratte come i muscoli del mio corpo.
Vorrei abbandonarmi,non per cadere ma per sentirmi afferrata.
Trascorro un giorno pensando al successivo dimenticando di vivere il tempo presente.
Ma se ci si sente spenti, che differenza può fare che sia un lunedì o un venerdì?
In questi ultimi tempi mi capita di scrivere quando nell’anima c’è troppo silenzio..
Il rumore,
il caos,
il movimento…
hanno lasciato il posto alla metodicità
e io dove mi sono nascosta?
…..
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