sabato 28 febbraio 2015



"Un giorno, all’improvviso
mentre ti starai pettinando, in silenzio
o mentre ti infilerai una calza
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi.

Un giorno, all’improvviso
pedalando veloce sotto le prime gocce
di una calda pioggia di settembre
sentirai un odore arrivarti al naso
e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami
e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.
Un giorno, all’improvviso
farai qualcosa che facevo anch’io
proprio allo stesso modo in cui la facevo io
e te ne meraviglierai moltissimo
perché non avresti mai pensato
di potermi somigliare così tanto.
Un giorno, all’improvviso
ti guarderai il dorso delle mani
e con il pollice e l’indice
ti pizzicherai la pelle , sollevandola
e conterai il tempo che impiega a stendersi
pensando a quando lo facevi alle mie mani
Un giorno, all’improvviso
ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio
mi chiederai scusa per le volte che ho pianto
sapendo già che ti son state tutte perdonate.
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto
o nel muoversi delle foglie
nel frusciare di un gatto nel giardino
o nelle orme di un pettirosso sulla neve
come solo l’eterna presenza di una madre lo può."
c.turroni

giovedì 30 gennaio 2014

lunedì 9 dicembre 2013

E'stato un anno difficile...
Pregno di silenzi, di rabbia, di paura...
Eppure il vento l'ha soffiato via  velocemente. 
Tra qualche giorno ne abbracceremo un altro
“Non mi aspetto nulla”, dirà  il mio stereotipato cinismo,
ma  in fondo sogno qualcosa di banalmente sentimentale.
Ho perso me stessa per scoprire qualcosa di diverso da me.
A volte per potersi ritrovare occorre fare giri più lunghi, e nonostante mi veda  lontana, nel frattempo decido di  sperimentare un qualcosa a me sconosciuto : il punto di vista dell’altro.
In fondo, l’Io, quale robusta consistenza potrebbe mai ottenere se non ricevesse anche gli schiaffi degli altri “Io” in coda?
In cerca di un’ approvazione che non giungerà, decideremo se innalzarci o sprofondare quando realizzeremo che non c’è fine  in questo nostro cercare.
Non si può essere ciò che non si è.
Snaturandoci costringeremo gli altri ad amare qualcuno che non esiste.
Mentiremo guardando loro negli occhi, continuando la triste danza.
Peccato non ci sia nessuno pronto a difenderci da noi stessi .

mercoledì 20 febbraio 2013

Fare e strafare per poi anticipare sempre e comunque l'esito finale :“ non è abbastanza”
ho quasi trent'anni e nel mio curriculum non c'è ancora nulla in cui sia riuscita . È un continuo affanno per accaparrarmi il giudizio migliore; e quando questo risulta essere incostante o addirittura contrario al mese precedente, cado in pezzi come un prezioso vaso di ceramica.
Se vi fosse un premio per il proprio “cuore” l'avrei già vinto , ma non sarebbe questo a permettermi di pagare il fitto alla fine del mese . E allora cerco di tenermi stretto ciò che ho, amandolo, odiandolo e soffrendo per non saper fare abbastanza, in circostanze che sembrano non dipendere unicamente dal mio volere.
Io che non ho vita perchè ho barattato la mia libertà con la coscienziosità di esserci anche quando la barca affonda.
Non è perdere quello che ho a spaventarmi, quanto avere ciò che ho senza meritarlo veramente.
E intanto tutto scorre , così come gli anni …
mentre sono concentrata a fare di meglio.
Ma ammettere forse che non ne sia portata non semplificherebbe il tutto ?
Un semplice errore di valutazione. Lo capirei . Del resto ne sono sempre stata consapevole anche nel frattanto che il mondo mi diceva che mi stavo sbagliando.
Sono stanca. Stanca di dipendere dalle mie emozioni .
Mi sento un puzzle … c'è qualcuno che lo disfa e lo ricompone da capo ogni volta. Sembro non prendere mai l'immagine per cui sono stata acquistata.
Una vita monotona sarebbe peggio
una vita monotona sarebbe meglio?
Ho imparato tanto da quello che faccio ma i risultati dove si sono nascosti?
È sempre una vittoria mutilata. E tutto questo è pesante.
Non discuto o rinnego quello che ho , ma il “perchè” ho quello che ho.
Se dovessi giudicarmi mi boccerei. L'avrei già fatto mesi addietro.

giovedì 3 gennaio 2013

martedì 25 settembre 2012

giovedì 30 agosto 2012




Il sole brucia per poi spegnersi …
Io rinasco per morire poco dopo...
sentire nient'altro che pensieri.
Ed io dove sono?
Nascosta dietro ad una nuvola di fumo di una sigaretta che arde ..
insabbiata e talvolta eclissata...
qui ed ora …
eppure nessuno riesce a Sentirmi.
Parole che fanno rumore. Sorrisi che respingono il dolore. Lacrime tramutate in sorrisi per contraffare labili equilibri .
Ed io dove sono?
Sangue che sporca le mura di un castello confezionato
Cocci di vetro che perforano la polpa... ma l'anima dov'è?
I miei occhi non vogliono vedere. Le mie orecchie non vogliono sentire . La mia anima finge di dormire.
Ma oggi il sole arde ….
ed io ho paura di Esistere.
Paura di vedere
Paura di sentire...

la farfalla diviene la sua larva …
la pianta la sua terra..
la rosa una sua spina …

Sono al punto di partenza.

Un buffone il cui sinonimo è giocoliere

Sto scommettendo sull'unica vita che mi rimane da vivere.

Il sole sta per tramontare. È già tardi... e io devo affrettarmi.

Voglio fallire... per poter urlare di averci provato.